Dieta zero carboidrati?

GettyImages-1023578964Quando si decide di perdere qualche chilo di troppo, il primo gesto è quello di eliminare i carboidrati dalla dieta. Ma è sicuro come metodo? E soprattutto, quanto fa bene alla salute e quanto è controproducente? Come ti abbiamo già detto più volte, non si devono eliminare del tutto carboidrati e grassi, tutti i macronutrienti svolgono ruoli importanti nel nostro organismo.

Continua a leggere per scoprire come integrarli nella dieta, anche dimagrante.

Le diete cosiddette Low Carb (comprese le chetogeniche) sono famose da anni, anzi forse sono in assoluto le più famose. Ma, considerato che anche frutta e verdura contengono carboidrati, non si tratterebbe di diete “zero carb” ma, appunto, “low carb”, ovvero a basso apporto di carboidrati.

Invece pericolose possono rivelarsi quelle che propongono di bandire del tutto dalla dieta ogni grammo di carboidrato, poiché ovviamente comportano l’eliminazione di parecchi alimenti, con conseguenze collaterali notevoli. Così, mentre non esiste un limite giornaliero consentito per la loro assunzione, non si deve eliminarli del tutto. La mania di eliminare carboidrati è paragonabile a quella dell’eliminazione dei grassi, altra moda alimentare da bandire, poiché eliminare cibi con i grassi porta a favorire quelli ricchi di carboidrati e zuccheri, anche inavvertitamente, con conseguenze altrettanto negative. Dunque la soluzione, in entrambi i casi, deve essere il giusto equilibrio. Perdere e mantenere un peso sano e prevenire malattie come il diabete non richiede limiti di carboidrati così estremi. In effetti, gli effetti collaterali del tentativo di eliminare tutti i carboidrati sono molto importanti sia per la qualità della vita che per la salute. Eccone alcuni.

Perdere importanti nutrienti
La riduzione dei carboidrati riduce drasticamente l’assunzione di molti nutrienti chiave presenti negli alimenti che sono evitati o limitati, tra cui vitamine, minerali, antiossidanti, fibre e prebiotici e anche grassi cosiddetti buoni. Non esiste un integratore multivitaminico o in polvere in grado di sostituire la miriade di sostanze nutritive protettive che l’organismo smette di assumere. Questo deficit può potenzialmente influenzare la funzione immunitaria, la salute cognitiva e il rischio di malattie croniche, comprese le malattie cardiache e degenerative. Infatti, nelle aree del mondo in cui le persone vivono le vite più lunghe e più sane, le diete sono prevalentemente a base vegetale e relativamente ricche di carboidrati.

Evitare i carboidrati potrebbe portare a una cattiva salute dell’apparato digerente
L’obiettivo giornaliero raccomandato per l’assunzione di fibre è di almeno 25 grammi al giorno. E questa importante sostanza nutritiva si trova solo negli alimenti che contengono carboidrati. Alcuni tipi di fibre agiscono anche anche come prebiotici , ovvero favoriscono i batteri benefici dell’intestino che supportano il sistema immunitario e combattono le infiammazioni. Sono disponibili integratori di fibre, ma la ricerca dimostra che non offrono gli stessi benefici delle fibre derivate da cibi integrali.

Sviluppare l’influenza low carb
Quando si adotta una dieta cheto spesso subentrano sintomi come mal di testa, astenia, scarsa concentrazione, irritabilità e vertigini, nausea e dolori muscolari. Questo accade perché il cervello, che in genere utilizza fino al 60% di tutti i carboidrati che ingeriti, deve adattarsi a una diversa fonte di carburante. Lo stesso vale per la rinuncia ai carboidrati. Non essendo dunque fondamentale per la perdita di peso, perché, dunque, eliminare i carboidrati e sottoporsi a tutto ciò?

Ci possono essere effetti collaterali sociali e psicologici
Una dieta severa può influire sulla vita sociale e portare anche a depressione e a disturbi psicologici generali, soprattutto quando si fatica a ottenere risultati. Quindi, meglio bandire ogni dieta troppo restrittiva.

Conclusione: una dieta a zero carboidrati non è necessaria né raccomandata né per la perdita di peso a lungo termine né per la salute in generale. In effetti, ricerche recenti mostrano che una dieta a base vegetale che include cibi ricchi di fibre; grassi monoinsaturi, come avocado, olio d’oliva e noci; e le proteine ​​vegetali, come lenticchie e fagioli, svolgono un ruolo importante nella prevenzione. Le diete a base vegetale, che sono moderatamente ricche carboidrati, hanno dimostrato di favorire la perdita di peso, e di sostenere un microbioma intestinale sano, oltre che ridurre l’incidenza di radicali liberi.

Come includere i carboidrati nella dieta in maniera ottimale
Alla base c’è l’assunzione di verdure non amidacee, dunque frutta, cereali integrali. Da includere anche i grassi antinfiammatori, che inducono sazietà e che sono buoni per la circolazione, come l’olio di avocado e avocado, olio extravergine di oliva e olive, frutta secca e semi. E poi l’ideale sarebbe ridurre la carne e mangiare più legumi come lenticchie, fagioli e ceci come fonte proteica. Questo schema fornisce uno spettro molto più ampio dei nutrienti necessari per il benessere ed è un approccio che si può mantenere a lungo termine, uno dei fattori più importanti non solo per perdere peso, ma per eliminarli per sempre.

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