Il Pilates ha poche controindicazioni assolute. Ha soprattutto situazioni in cui va adattato, e una in cui alcuni esercizi precisi sono da evitare davvero: l’osteoporosi della colonna. Nello studio di Sinaki e Mikkelsen su 59 donne con osteoporosi post-menopausale, pubblicato su Archives of Physical Medicine and Rehabilitation nel 1984, ulteriori fratture o schiacciamenti vertebrali sono comparsi nell’89% di chi faceva esercizi in flessione del tronco, contro il 16% di chi lavorava in estensione. Molti esercizi base del Pilates a terra sono, tecnicamente, flessioni del tronco.
Tutto il resto non è un no. Gravidanza, ernia discale nota, mal di schiena in fase acuta, un intervento recente, pressione alta non controllata: sono casi in cui la risposta corretta è “prima parlane col medico, poi dillo all’istruttrice”. Questa guida mette in fila le controindicazioni del Pilates una per una, con le fonti, e dice anche per chi il nostro corso nel Locarnese non è la scelta giusta.
In sintesi
- Controindicazione documentata: nell’osteoporosi spinale gli esercizi in flessione del tronco aumentano il rischio di frattura vertebrale (Sinaki e Mikkelsen, 1984: 89% contro 16%).
- Da chiarire col medico prima di iniziare: gravidanza, ernia discale, post operatorio, dolore con formicolio o perdita di forza, ipertensione non controllata.
- Negli studi clinici gli eventi avversi riportati sono praticamente assenti, ma quasi nessuno li monitorava attivamente: il rischio osservato è basso, le prove sulla sicurezza sono poche.
- Il Pilates è attività di intensità da leggera a moderata (3,0 a 3,7 MET). Non è lo strumento giusto per perdere peso, e nessun esercizio addominale riduce il grasso sulla pancia.
Chi non dovrebbe fare Pilates, e chi deve solo parlarne col medico?
La differenza che conta è tra “non ora” e “non così”. Nel primo gruppo ci sono condizioni temporanee: una frattura non consolidata, un infortunio in fase acuta, le prime settimane dopo un intervento chirurgico, un dolore che scende lungo la gamba con formicolio o perdita di forza. Qui non si discute di Pilates: si va dal medico.
Nel secondo gruppo ci sono condizioni stabili con cui si può allenarsi, cambiando alcune cose. Osteoporosi, ernia discale già diagnosticata, gravidanza, diastasi addominale dopo il parto, ipermobilità articolare, pressione alta non controllata. Il Pilates non è vietato: cambiano la selezione degli esercizi, il ritmo, e quanto l’istruttrice deve sapere di te.
Una menzione a parte per le vertigini, perché ce lo chiedono spesso. Diversi esercizi a terra portano la testa a cambiare posizione in fretta. Se le tue vertigini sono già inquadrate, basta dirlo e quegli esercizi si sostituiscono. Se sono recenti, la visita viene prima del corso.
Vale la pena ricordare da dove viene il metodo. Joseph Pilates lo mise a punto lavorando con persone immobilizzate a letto, e il Pilates è nato come riabilitazione prima di diventare un corso di gruppo. Per questo si adatta bene a chi parte da fermo. Ma “adattabile” non vuol dire “adatto a tutti nella stessa forma”.
Osteoporosi: quali esercizi di Pilates evitare davvero?
Questo è l’unico punto in cui la letteratura è netta. Nello studio del 1984 di Sinaki e Mikkelsen, 59 donne con osteoporosi post-menopausale e mal di schiena furono seguite da uno a sei anni. Ulteriori fratture vertebrali si verificarono nel 16% del gruppo che faceva solo esercizi in estensione, nel 53% del gruppo misto, nel 67% di chi non si allenava affatto e nell’89% del gruppo in flessione.
Due precisazioni di onestà. Il gruppo in flessione era composto da sole 9 persone, e lo studio ha più di quarant’anni. Numeri piccoli, effetto grande: la stima esatta va presa con le pinze, la direzione no. Nel 2013, sempre Sinaki ha descritto su Pain Practice tre persone con osteopenia, in buona salute e senza dolore, che hanno sviluppato dolore nuovo o una frattura dopo aver iniziato posizioni yoga in flessione.
Cosa significa in una lezione a terra? Che gli arrotolamenti della colonna sotto carico sono il movimento da togliere: roll up, roll over, spine stretch, tutto ciò che porta la schiena a curvarsi in avanti con il peso del busto sopra. Al loro posto si lavora in estensione e in isometria, che è esattamente la direzione indicata dallo stesso studio. Il messaggio non è “non muoverti”. È “cambia esercizi, e dillo a chi conduce la lezione”.
Mal di schiena: quando il Pilates aiuta e quando è meglio aspettare?
Sul mal di schiena cronico aspecifico il Pilates funziona, ma non più di altri esercizi. La revisione Cochrane di Yamato e colleghi del 2015 ha incluso 10 studi randomizzati con 510 partecipanti: rispetto a un intervento minimo il Pilates riduce dolore e disabilità, con prove di qualità da bassa a moderata. Nel confronto diretto con altre forme di esercizio, invece, non emerge una superiorità chiara.
È un risultato utile, non deludente. Se il Pilates ti piace e ci torni ogni settimana, è una scelta valida per la schiena. Se lo odi, ottieni lo stesso risultato con qualcos’altro: l’aderenza conta più del metodo. Abbiamo una guida separata su mal di schiena e palestra, cosa fare e cosa evitare.
Ci sono però segnali davanti ai quali l’iscrizione aspetta. Dolore che scende sotto il ginocchio, formicolio o intorpidimento, perdita di forza nella gamba o nel piede, dolore notturno che non cambia qualunque posizione prendi, febbre o perdita di peso senza motivo. Non sono cose da gestire in una lezione di gruppo. Sono cose da mostrare a un medico.
Si può fare Pilates in gravidanza o dopo il parto?
In gravidanza il problema non è muoversi, è come. L’American College of Obstetricians and Gynecologists, nella Committee Opinion 804 del 2020, raccomanda almeno 150 minuti a settimana di attività aerobica di intensità moderata in gravidanza e nel post parto. Lo stesso documento indica di evitare il più possibile la posizione supina durante l’esercizio dopo la ventesima settimana, perché l’utero può comprimere i grossi vasi e ridurre il ritorno venoso.
Qui sta il punto pratico: una buona parte del Pilates a terra si svolge proprio in posizione supina. Un corso pensato per la gravidanza ribilancia tutto il repertorio, cambia le posizioni di partenza e lavora diversamente sul pavimento pelvico. Non è una variante che si improvvisa a lezione iniziata.
Per questo diciamo una cosa scomoda: se sei incinta o hai partorito di recente, il nostro corso di Pilates non è la soluzione. Al Centro Sportivo Minusio un corso dedicato alla gravidanza e al post parto non c’è, e far finta che il corso normale vada bene uguale sarebbe disonesto. Cerca un percorso specifico, oppure parlane con il tuo ginecologo e con una fisioterapista del pavimento pelvico.
Quanto è sicuro il Pilates? I numeri, con i loro limiti
La risposta più corretta è: il rischio osservato è basso, ma è stato misurato male. Una revisione sistematica del 2025 pubblicata su Annals of Medicine ha raccolto 8 studi randomizzati su 322 persone con artrosi del ginocchio. Nessuno studio ha riportato eventi avversi legati al Pilates. Però solo due dichiaravano di monitorarli attivamente, e gli autori concludono che la sicurezza resta incerta.
È una sfumatura che conta. “Nessun danno riportato” non è la stessa cosa di “nessun danno”: se non guardi, non trovi. In palestra si traduce in una regola semplice. Il Pilates è a basso rischio, e il rischio residuo sta quasi tutto nelle informazioni che l’istruttrice non ha su di te.
Ecco perché insistiamo su un passaggio banale: se hai una diagnosi, dillo prima della lezione, non durante. Nadia e Deira cambiano un esercizio in tre secondi, se lo sanno. Indovinare non possono.
Tre falsi miti che vale la pena smontare
“Il Pilates sgonfia la pancia”
No, e non è colpa del Pilates: nessun esercizio addominale riduce il grasso addominale. Vispute e colleghi, sul Journal of Strength and Conditioning Research nel 2011, hanno fatto eseguire a 24 adulti sedentari sette esercizi addominali, cinque giorni a settimana per sei settimane, a dieta invariata. Risultato: nessuna variazione significativa di massa grassa, grasso addominale, circonferenza della vita o pliche cutanee. Più ripetizioni di curl up sì, meno centimetri no.
La riduzione localizzata del grasso non funziona. Quello che il Pilates fa sulla zona centrale è altro: controllo, resistenza dei muscoli profondi, postura. Cose buone, solo diverse da quelle che il mito promette.
“Il Pilates brucia tantissimo”
Una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata su Systematic Reviews ha messo insieme sei studi sul costo energetico del Pilates: in media 3,7 MET e 3,8 kcal al minuto. Escludendo gli studi a rischio di bias più alto, le stime scendono a 3,0 MET e 2,9 kcal al minuto, e sono quelle che gli autori considerano più affidabili. In parole povere: intensità da leggera a moderata.
Su una lezione da 50 minuti siamo nell’ordine delle 150 kcal, non di un allenamento che svuota le riserve. Se cerchi soprattutto fiato e dispendio calorico, al centro ci sono corsi più adatti e lo diciamo volentieri. Il Pilates si sceglie per il controllo del movimento.
“Se ho mal di schiena, il Pilates è la cura”
Il Pilates è un esercizio efficace sul mal di schiena cronico, non il migliore. Lo dice la stessa revisione Cochrane citata sopra: meglio di non fare nulla, non dimostrabilmente meglio di altri esercizi. E non sostituisce una valutazione quando il dolore è nuovo, forte o accompagnato da sintomi neurologici. Chiamarlo cura è un passo che i dati non permettono di fare.
Il corso di Pilates a Minusio fa per te?
Qualche dettaglio concreto, perché cambia la risposta. Da noi è Pilates a terra, in gruppo, 50 minuti, quattro lezioni fisse ogni settimana: martedì alle 9:00 e venerdì alle 10:00 con Nadia, giovedì alle 12:10 e martedì alle 18:15 con Deira. La lezione parte da quattro partecipanti in su, e il baby sitting gratuito del mattino (lunedì a venerdì, 08:45 a 11:45) copre entrambe le lezioni mattutine.
Gruppo significa che l’istruttrice adatta, non che riprogramma la lezione su di te. Se ti serve una correzione uno a uno per tutti i 50 minuti, il formato giusto è un altro. In centro c’è anche la fisioterapia, il passaggio corretto quando una diagnosi è in corso.
| La tua situazione | Cosa fare prima di iscriverti |
|---|---|
| Nessuna diagnosi, solo rigidità o ore alla scrivania | Niente, prenota la prima lezione di prova |
| Osteoporosi o osteopenia diagnosticata | Parla col medico e avvisa l’istruttrice: gli esercizi in flessione della colonna vanno sostituiti |
| Mal di schiena che va e viene, senza formicolii | Puoi iniziare, dillo a lezione e segnala cosa ti dà fastidio |
| Dolore con formicolio, perdita di forza, dolore notturno | Prima il medico. Il corso aspetta |
| Gravidanza o post parto recente | Serve un percorso dedicato: qui non c’è |
| Intervento chirurgico o infortunio recente | Fisioterapia prima, corso dopo, con l’ok di chi ti ha seguito |
| Pressione alta non controllata | Chiedi al medico quali posizioni evitare, poi riferiscile |
La prima lezione di Pilates si prova gratis, prenotazione obbligatoria. Se vuoi capire quanto costa continuare, trovi tutte le formule sulla pagina prezzi, e gli orari aggiornati sulla pagina del corso di Pilates a Locarno e Minusio.
Domande frequenti
Chi è che non può fare Pilates?
Nessuno in assoluto e per sempre. Va rinviato in caso di frattura non consolidata, infortunio acuto, post operatorio recente o dolore con formicolio e perdita di forza. Nell’osteoporosi spinale non si rinuncia al Pilates: si eliminano gli esercizi in flessione del tronco, che nello studio di Sinaki e Mikkelsen del 1984 si associavano a fratture vertebrali nell’89% dei casi.
Quando non fare Pilates?
Quando il corpo ti sta dicendo qualcosa che una lezione di gruppo non può interpretare: dolore nuovo e intenso, sintomi neurologici, febbre, una diagnosi appena arrivata e non ancora chiarita. In quei casi la sequenza giusta è medico, eventualmente fisioterapia, poi corso. Anche una semplice influenza in corso è un buon motivo per saltare.
Come cambia il fisico facendo Pilates?
Cambia il controllo prima dell’aspetto. Migliorano mobilità della colonna, resistenza dei muscoli profondi del tronco e consapevolezza della postura. Non è un’attività che produce aumenti importanti di massa muscolare, e con 3,0 a 3,7 MET di intensità media non è il motore principale di una perdita di peso. Per quella servono deficit calorico e volume di movimento complessivo.
Quante volte a settimana va fatto il Pilates?
Due volte a settimana. Nello studio di Miyamoto e colleghi sul British Journal of Sports Medicine del 2018, su 296 persone con mal di schiena cronico, due sedute a settimana hanno dato risultati migliori di una su dolore e disabilità, mentre tre non hanno aggiunto un vantaggio clinico chiaro rispetto a due. Il dettaglio è in quante volte a settimana fare Pilates.
Il Pilates può sgonfiare la pancia?
Non per riduzione localizzata del grasso, che non esiste. Nello studio di Vispute del 2011, sei settimane di esercizi addominali cinque giorni a settimana non hanno modificato grasso addominale, circonferenza della vita né pliche. Quello che può cambiare è come porti il busto: un tronco più stabile e una postura diversa modificano la percezione, non il tessuto adiposo.
Dove finisce la guida e inizia la tua situazione
Le controindicazioni vere del Pilates sono poche: una specifica (la flessione della colonna nell’osteoporosi), quattro casi in cui si rinvia e si passa dal medico, alcune condizioni stabili in cui basta adattare. Il resto lo fa una conversazione di trenta secondi prima della lezione. Se il tuo caso è nella tabella, scrivici e ti diciamo con franchezza se ha senso.
Nota: questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere del tuo medico o del tuo fisioterapista. Se hai una condizione in corso, la valutazione individuale viene prima di qualsiasi corso.
Fonti
- Sinaki M, Mikkelsen BA, “Postmenopausal spinal osteoporosis: flexion versus extension exercises”, Archives of Physical Medicine and Rehabilitation, 1984, consultato il 07.10.2026: pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/6487063
- Sinaki M, “Yoga spinal flexion positions and vertebral compression fracture in osteopenia or osteoporosis of spine: case series”, Pain Practice, 2013, consultato il 07.10.2026: pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22448849
- Yamato TP et al., “Pilates for low back pain”, Cochrane Database of Systematic Reviews, 2015, consultato il 07.10.2026: pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26133923
- American College of Obstetricians and Gynecologists, “Physical Activity and Exercise During Pregnancy and the Postpartum Period”, Committee Opinion 804, Obstetrics & Gynecology, 2020, consultato il 07.10.2026: acog.org (record: pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32217980)
- “The efficacy and safety of pilates exercise in patients with knee osteoarthritis: a systematic review with meta-analysis of randomized controlled trials”, Annals of Medicine, 2025, consultato il 07.10.2026: pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40781878
- Vispute SS et al., “The effect of abdominal exercise on abdominal fat”, Journal of Strength and Conditioning Research, 2011, consultato il 07.10.2026: pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/21804427
- Miyamoto GC et al., “Different doses of Pilates-based exercise therapy for chronic low back pain: a randomised controlled trial with economic evaluation”, British Journal of Sports Medicine, 2018, consultato il 07.10.2026: pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29525763
- Vitor GBB et al., “Metabolic intensity and energy cost of Pilates exercises: an exploratory systematic review and meta-analysis of limited and heterogeneous evidence”, Systematic Reviews, consultato il 07.10.2026: doi.org/10.1186/s13643-025-03056-y


